Nordkapp

Il nostro percorso
Preparazione Al Viaggio
Come ogni viaggio che si rispetti anche il nostro grande viaggio necessita di una buona dose di tempo dedicato ai preparativi; nel nostro caso i preparativi sono iniziati alcuni mesi prima, ed in particolare a fine del mese di Dicembre del 2025. Durante questo mese abbiamo iniziato ad informarci su quelle che sarebbero state le condizioni in cui dovevamo viaggiare: sia per quanto riguarda le condizioni meteorologiche, che per le condizioni delle strade che avremmo dovuto affrontare.
In base alle informazioni che abbiamo recuperato sia dalla rete che dai vari forum di viaggiatori che si erano già recati in quei posti, avevamo compreso che il range delle temperature dei luoghi di partenza e dei luoghi di arrivo era piuttosto elevato; nel dettaglio possiamo dire che saremmo partiti a metà giugno da casa nostra con una temperatura che poteva essere prossima ai 28 gradi e dovevamo essere pronti a sopportare temperature vicine ai 4 gradi centigradi all’arrivo a Nordkapp; ovviamente, specie nella seconda parte del viaggio,(dalla Svezia in poi) la possibilità di trovare giornate estremamente ventose e piovose era praticamente una certezza. Questo significa che dovevamo portare con noi parecchi bagagli in modo da poter coprire tutte le situazioni. Per quanto riguarda invece l’aspetto legato alle condizioni stradali abbiamo studiato a grandi linee la traccia cercando di capire quanto pesava la componente di strade bianche, o comunque sterrate, rispetto alle strade pavimentate; anche in questo caso abbiamo dovuto mettere in preventivo il fatto che, sia in Repubblica Cieca, che poi in Svezia e Norvegia, gli sterrati erano una parte piuttosto considerevole del percorso e che quindi ne avremmo dovuto tenere conto per quanto riguarda l’assetto del carico sui mezzi.
Considerati questi aspetti e calcolato che i nostri due mezzi a disposizione erano i seguenti:
- Una Vespa 50L del 1967 dotata del suo motore originale mai stato aperto ne rifatto; questa Vespa ci ha accompagnato in numerose nostre avventure senza mai crearci problemi, ma in questo caso, dallo studio della traccia, è emerso che nella maggior parte dei giorni avremmo dovuto affrontare tappe da 350km con punte di 390km, e con parecchi tratti in salita, e con questo mezzo, con la configurazione attuale, ci permetteva di avere una velocità di punta da semi-carico di 45km/h in piano in terza marcia, mentre in salita la velocità media era di 20km/h nelle salite meno impegnative, e di 15km/h in prima marcia nei tratti più pendenti. Per affrontare questo viaggio con i tempi prefissati dovevamo comunque migliorare il mezzo.
- Una Vespa 125 del 1955 Farobasso anch’essa dotata del suo motore originale rifatto circa una ventina di anni fa(cuscinetti, paraoli, mantenuto inalterato il gruppo termico originale); questo mezzo ci garantiva una velocità massima da semi-carico di circa 65km/h in piano in terza marcia, mentre in salita la velocità scendeva a 35km/h per le salite in seconda marcia, e a 20km/h per quelle in prima. Anche questo mezzo non ha mai creato nessun problema però considerando che in questi 20 anni aveva percorso più di 20.000km sarebbe stato comunque opportuno almeno rifare un’altra volta il motore(cuscinetti, paraoli, puntine e condensatore) questo considerando il fatto che comunque questo viaggio sarebbe stato di almeno 4500km.
In base a quanto esposto ci trovavamo nella situazione in cui ci servivano 2 mezzi più prestanti in grado di scalare con maggior serenità le salite considerando anche che in ogni caso saremmo stati molto più carichi di tutti gli altri viaggi fatti in precedenza. Nel mese di Dicembre quindi ci siamo mossi cercando di capire quali fossero state le configurazioni migliori che ci garantissero le prestazioni di cui necessitavamo, senza però togliere nulla all’affidabilità dei nostri 2 mezzi; abbiamo scelto di iniziare con il mezzo che reputavamo più facile in quanto in commercio esistevano svariate configurazioni più o meno assodate, cioè la 50L, e di lasciare in seconda battuta la Farobasso in quanto le elaborazioni su quel tipo di motore sono una novità degli ultimi anni.
Nei mesi di Gennaio e Febbraio abbiamo quindi lavorato alla preparazione della Vespa 50L utilizzando la configurazione 102 Polini in ghisa con i relativi componenti come potrete leggere nella pagina dedicata; ci siamo quindi mossi cercando in rete un motore completo esattamente uguale a quello originale(carter siglato V5A1M) dal quale abbiamo recuperato il carter e tutti gli ingranaggi interni(mantenendo quindi il cambio originale a tre marce), sostituendo gruppo termico, frizione, accensione, carburatore e marmitta. In questo modo abbiamo mantenuto comunque una configurazione plug-and-play che ci permette di ritornare alla originalità semplicemente rimontando il suo motore originale. Le attività sulla 50L sono proseguite senza intoppi e nel giro di qualche settimana eravamo già fuori dal rodaggio.
Successivamente alla 50L abbiamo cominciato ad elaborare anche il motore della Farobasso procedendo nello stesso modo, cercando in rete un motore identico all’originale siglato VN1M(la ricerca è stata molto più impegnativa di quello della 50L) da cui abbiamo recuperato il carter e gli ingranaggi del cambio. In questo caso abbiamo scelto quella che secondo noi pareva una discreta configurazione tra costi-affidabilità-prestazioni, cioè il kit Pinasco Nordkapp 160 lamellare con la sua componentistica collegata che potete leggere qui. A differenza della 50L il lavoro sul motore della Farobasso ci ha tenuti impegnati per diverso tempo; all’inizio abbiamo atteso un mese le guarnizioni del carter, poi non arrivava più la frizione e alla fine ci mancava ancora il carburatore, in pratica siamo riusciti ad avere tutti i pezzi in mano e a chiudere il motore circa a metà Maggio. Una volta assemblato e montato il motore sulla Vespa ci siamo accorti da subito che qualcosa non andava in quanto il motore scoppiava molto male. Dopo esserci confrontati con il produttore ed aver effettuato svariati test come da loro indicazioni abbiamo individuato che il malfunzionamento era dovuto ad un malfunzionamento della centralina dell’accensione; il fornitore ci ha fornito una centralina di accensione sostitutiva, montata la quale il motore è finalmente iniziato ad andare meglio. Abbiamo quindi potuto iniziare, in base al poco tempo che ci rimaneva, la fase di rodaggio.
Siamo arrivati quindi ai primi di Giugno.
Durante alcuni test e alcune verifiche ci accorgevamo che a volte l’accensione aveva dei comportamenti non previsti, però, dato il poco tempo che ci rimaneva dalla partenza, e vedendo anche che il motore in strada sembrava non avere cali di potenza abbiamo deciso di proseguire con i test dando poco peso alla cosa.
Setup di Viaggio
In questa sezione daremo un rapido sguardo a cosa ci siamo caricati nelle nostre amate vespe e, cosa non meno importante, come le abbiamo caricate, questi aspetti sono tra loro complementari ed estremamente importanti per un viaggio, a maggiora ragione se il viaggio è particolarmente lungo e attraversa territori con differenti caratteristiche climatiche, in ogni viaggio bisogna prestare molta attenzione a cosa ci si porta appresso e al fatto che gli oggetti siano facilmente raggiungibili in base al momento in cui effettivamente sono necessari.
Iniziamo la nostra panoramica scoprendo cosa e come abbiamo caricato la nostra faro basso.
Il setup di Viaggio della faro basso

Per il posizionamento del carico sulla nostra vecchietta avevamo a disposizione il capiente portapacchi posteriore che in condizioni normali funge da supporto per il cuscino del passeggero, oltre a questo abbiamo valutato anche l’idea di montare un portapacchi anteriore all’esterno dello scudo, questa idea però la abbiamo tenuta come ultima spiaggia e la avremmo implementata solo nel caso in cui il bagaglio fosse stato così tanto da risultare pericoloso e sbilanciante al posteriore. Abbiamo fatto quindi le valigie ed alla fine ci siamo convinti che la soluzione dell’unico bagaglio posteriore era quella ottimale.
Oltre al portapacchi abbiamo a disposizione, frutto dell’inventiva e della manualità di Diego, una capiente coppia di borse collocate nel retroscudo le quali, a mò di bisaccia, si appendono al bordo scudo e forniscono 2 tasche molto utili per stivare piccoli oggetti che devono essere sempre a portata di mano quali: marsupio con portafoglio, occhiali da sole, secondo telefono utilizzato solo come fotocamera (in quanto il telefono principale è sempre fissato al portatelefono e risulterebbe scomodo estrarlo ogni volta che si vuole fare una foto), paio di guanti, powerbank necessario per alimentare il telefono che funge da navigatore. La praticità di questa borsa per un viaggio come questo è estrema, in pratica siamo riusciti ad avere un portaoggetti su una vespa che non aveva nulla all’anteriore.
Cockpit



Il quadro di pilotaggio della faro basso, come potete vedere dalla foto, si presenta piuttosto ricco di strumentazioni utili per la navigazione e tutti disposti in modo ergonomico; partendo da sinistra troviamo un sistema di visione posteriore real-time, una utilissima bandierina stampata appositamente per il viaggio che rappresenta l’allegra brigata con la nostra mascotte diretti verso il globo di Nordkapp, un tachimetro multifunzione (velocità istantanea, massima, media, kilometri parziali, totali, orologio), portatelefono per la navigazione, porta usb alimentata dall’accensione a puntine della vespa (si, anche se tutti dicono che non è fattibile alimentare un telefono con una accensione a puntine noi lo abbiamo fatto e funziona, l’unico problema è che se si usa una app che consuma una batteria completa del telefono un 30 minuti ovviamente la corrente non è sufficiente, ma in condizioni normali con google maps come navigatore la batteria riesce a non scaricarsi), devio luci di tipo originale (fari di posizione, anabbaglianti, abbaglianti, clacson, contatto per lo spegnimento).
Sacca Laterale Sinistra
La nostra faro basso dispone di serie di una capiente sacca laterale accessibile mediante lo sportello che vedete sul lato sinistro della vespa, in questo viaggio abbiamo pensato di riservare tutto lo spazio della sacca a deposito di materiale da officina, in particolare abbiamo portato con noi:
- set completo di chiavi a forchetta dal 6 al 19
- set completo di chiavi a brugola dal 1,5 al 10
- set completo di chiavi a bussola da 3/8′ (cricchetto, prolunga e bussole dal 6 al 22)
- 2 cacciaviti a taglio + 1 a taglio lungo circa 30cm (necessario in caso ci servisse una leva)
- 3 cacciativi a croce di tipo PH
- 1 portainserti a mano completo di inserti a boccola con misure dal 6 al 10
- 1 pinza a pappagallo
- 1 pinza a punte quadre
- 1 pinza a punte lunghe e sottili
- 1 pinzetta a becchi ricurvi
- n. 1 forbice da elettricista
- svariati viti e bulloni m6, m7, ed m8, più alcuni dadi m10
- n. 1 bloccavolano
- n. 1 chiave per candele
- fascette da elettricista in varie misure
- 3 m. di cavo elettrico
- rotolo fil di ferro fino e qualche pezzo di più grosso
- rotolo di nastro isolante
- m. 10 di spago diam. 3,5
- n. 1 Siringa da 5 cc.
- Pistola ad impulsi da 1/2′ con adattatore per bussole da 3/8′ completa di batteria da 3Ah.
Quanto ai ricambi li abbiamo inseriti per la maggior parte nella sacca laterale e gli eccedenti all’interno della borsa anteriore caricata nella 50L, in particolare il nostro magazzino ricambi era così composto:
Per la faro basso
- n. 1 pistone per motore 160 Pinasco
- n. 1 centralina pinasco
- n. 2 candele per motore 160
- kit completo cursore per comando acceleratore a manubrio
- n. 4 molle richiamo ganasce freno (2 per anteriore e 2 per posteriore)
- n. 2 coppie cavi selettore cambio
- n. 3 camere d’aria
- n. 2 kit completi lampadine di ricambio
- set completo cuscinetti motore usati ma ancora in buono stato
- kit completo dischi frizione Pinasco
Per la 50L
- n. 2 candele per motore Polini 102
- n. 4 molle richiamo ganasce freno (2 per anteriore e 2 per posteriore)
- set completo cuscinetti motore usati ma ancora in buono stato
- n. 3 camere d’aria
Ricambi compatibili su entrambe:
- n. 15 cavi adatti per frizione, freni, cambio 50L
- n. 6 cavi adatti per acceleratore
- n. 30 morsetti per cavi
- olio per cambio
- n. 10 coppiglie per dado ruota posteriore
In pratica, a parte la pistola ad impulsi e le camere d’aria, il resto siamo riusciti ad alloggiarlo nella sacca laterale della faro basso; in pratica abbiamo eliminato completamente l’effetto sbilanciamento a destra tipico delle faro basso.
Materiale nel portapacchi
Il portapacchi è stato predisposto, già in precedenti viaggi, in modo da essere facilmente sganciabile dalla vespa mediante un sistema di agganci e blocchi che poggiano sulla struttura in metallo originale, questo perché ad ogni rifornimento di carburante non saremmo riusciti a raggiungere il tappo del serbatoio che si trova tra la sella ed il portapacchi, quindi Diego ha escogitato questo modo per poter togliere completamente il blocco bagagli in 2 semplici mosse. I bagagli rimangono quindi saldamente legati mediante fettucce e reti ad un supporto rigido che si stacca completamente dalla Vespa.
Sul supporto rigido abbiamo collocato, partendo dalla parte più bassa, n. 10 bottiglie da 1l. ciascuna di olio motore, un teletto in pvc che ci sarebbe stato utile (e vi assicuro che ci è servito parecchio) per inginocchiarsi o sdraiarsi a terra per fare dei lavori alle vespe; al di sopra di questo strato abbiamo collocato la borsa con gli effetti personali e sopra ancora una sacca in PVC che conteneva la tuta da pioggia ma che all’occorrenza veniva utilizzata anche per riporre eventuali indumenti in eccesso tipo felpa o altro.
Infine nella parte finale del portapacchi troviamo la ruota di scorta avvitata nel suo supporto originale sul quale abbiamo costruito una ‘prolunga’ in modo da poter alloggiare in basso una sacca contenente la grossa catena completa di lucchetto per mettere in sicurezza le vespe durante la notte, e la tanica da 2,5l. di miscela.
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Il Giorno Prima Della Partenza
Il momento che precedente un distacco è sempre un momento molto complicato da gestire, questo perchè si passa da una situazione di sicurezza ad una di estrema incertezza dovuta alla mancanza di molte cose che ogni giorno diamo per scontate; così si presenta sempre il giorno prima di una partenza di un viaggio, e anche questo giorno, l’10 di Giugno, non è stato diverso. In mente avevamo mille cose, mille cose che ci sarebbero servite, mille cose che sarebbero state sicuramente superflue, mille cose che ci avrebbero permesso di concludere il viaggio, o altre mille che mancando lo avrebbero fatto terminare prematuramente. In questo giorno abbiamo cercato quindi di rimetterle tutte insieme e di ordinarle continuando a fare delle scelte che in ogni caso sarebbero state determinanti per il nostro viaggio.
Giusto per essere il più previdenti possibili, e dato che Diego non è mai stato un grande fan dei motori preparati, prima della partenza ci siamo anche organizzati per un eventuale ‘piano b’ in caso ci fossero problemi tecnici che ci avrebbero compromesso la prosecuzione del viaggio. Abbiamo preparato quindi 2 scatoloni con all’interno in ognuno il motore completo di marmitta e carburatore originali delle nostre amate Vespe. Ognuno dei 2 scatoloni è stato etichettato con il nome del conducente e predisposto per la spedizione via corriere. L’idea era che se avessimo avuto grossi problemi il nostro aiuto da casa avrebbe semplicemente spedito lo scatolone corrispondente e avremmo fatto un cambio motore al volo pur di procedere col viaggio.
Ovviamente, a parte questo, eravamo comunque carichi di attrezzatura (chiavi, estrattori, qualche vite di varia misura, cavi elettrici, pistola ad impulsi, cacciaviti, …) in modo da poter effettuare il maggior numero possibile di riparazioni; avevamo anche alcuni pezzi di ricambio per le 2 Vespe come cavi di ricambio per marce, acceleratore e frizione, una centralina di scorta per la Farobasso ed anche un pistone di ricambio (questi presi all’ultimo momento perché Diego aveva parecchi dubbi sul motore preparato per la Farobasso visti i problemi nei mesi precedenti).
Il Pre-Viaggio
11/06/2026
Per poterci recare con una certa dose di tranquillità al meeting di presentazione dell’evento, fissato per il 12/6 alle 15.30 ad Arco(TN), abbiamo pensato di partire da casa nostra, situata a Marcon (VE), il giorno prima.

Ci siamo messi in moto indicativamente verso le 10 dopo aver ricontrollato per l’ennesima volta le nostre check-list, e abbiamo deciso che per raggiungere Arco avremmo percorso la Valsugana, passando prima per Castelfranco Veneto e Romano d’Ezzelino(km tot 189). La mattina fino alla sosta del pranzo tutto è filato abbastanza liscio, ovviamente non avendo alcuna fretta di arrivare mantenevamo un’andatura attorno ai 55/60 km/h anche per prendere ancora un pò di confidenza con il carico fissato ai mezzi.
Dopo pranzo ci siamo rimessi in marcia e a 117km da casa, circa all’altezza di Borgo Valsugana, all’interno di una galleria in salita, il motore della Farobasso ha cominciato a fare dei rumori strani e continuava a perdere potenza fino a spegnersi completamente;
a questo punto abbiamo dovuto accostare sul bordo della galleria per tentare di riavviare la Farobasso, ma ci siamo accorti subito che il motore non aveva compressione; vista la situazione in cui ci trovavamo(fermi a bordo galleria con i camion che ci passavano ad un metro di distanza suonando) non ci rimaneva altro che spingere i mezzi fuori dalla galleria il prima possibile perchè lì eravamo in una situazione di forte pericolo. Fortunatamente ad un certo punto sono arrivati gli operai della vigilanza della strada a scortarci in sicurezza fuori dalla galleria, mettendosi uno davanti a noi e uno dietro. Appena abbiamo raggiunto la prima piazzola di sosta ci siamo fermati per provare a fare una diagnosi migliore del problema, ma ad ogni pedalata che facevamo il motore aveva sempre meno compressione; Abbiamo quindi smontato la candela e ci siamo accorti di un segno rotondo sul pistone.
In questo momento il nostro viaggio che avevamo organizzato per mesi stava saltando. Avevamo quindi 2 possibilità:
1- Aprire il cilindro e procedere con la sostituzione del pistone(giocandoci quindi il ricambio che avevamo); questa sarebbe stata sicuramente la soluzione più rapida, ma siccome ad occhio pareva più un problema di anticipo sballato ci saremo ritrovati a giocarci anche il pistone di scorta e quindi questa non ci è sembrata una buona soluzione.
2- Dato che eravamo ancora piuttosto vicini a casa potevamo mobilitare l’aiuto da casa per ripristinare il motore originale sulla Vespa; in quel momento questa soluzione ci è sembrata la migliore perchè sapevamo che nonostante le sue poche prestazioni, quel motore non ci avrebbe comunque abbandonato.
Abbiamo quindi chiamato a casa per farci portare il motore oltre ad altri parti di ricambio specifiche per quel motore.
Mentre attendevamo l’arrivo del furgone siamo usciti dalla Valsugana a spinta, e ci siamo portati su una strada secondaria, dove a bordo strada, abbiamo allestito la nostra officina e abbiamo smontato il motore in modo da farci trovare pronti appena fosse arrivato il motore sostitutivo.



Come da programma il nostro motore è arrivato circa alle ore 19 e nel giro di 30min era già installato sulla Vespa, mancavano ora tutti i collegamenti da fare (impianto elettrico, carburatore, cavi freno-frizione-cambio). In pratica la Vespa è ritornata operativa circa alle ore 21. Dato che disponevamo di tutto il furgone con l’attrezzatura abbiamo anche pensato di migliorare il supporto del portapacchi della Vespa 50L, in quanto in marcia ci siamo accorti che il portapacchi era troppo al limite della sua sopportazione e aveva cominciato a piegarsi, impedendo alla sella di chiudersi bene; abbiamo quindi sagomato delle barre di supporto in acciaio che abbiamo attaccato sopra la struttura già esistente del portapacchi e creando anche altri 2 tiranti che partivano dalle viti del serbatoio.
Completata anche questa attività abbiamo deciso di caricare le moto in furgone e di recarci presso l’albergo che avevamo prenotato ad Arco per passare la notte. Siamo riusciti quindi ad andare finalmente a riposare alle 01:30, e menomale che l’idea era quella di fare una partenza tranquilla e rilassata per non partire già stanchi.


Meeting
12/06/2026
Portato a termine il cambio motore sulla Farobasso, ci rimaneva soltanto da completare il lavoro di irrobustimento del portapacchi della 50L. Questo lavoro lo abbiamo completato nella mattinata di venerdì nel parcheggio dell’albergo; ovviamente vista la fretta che avevamo nella giornata di ieri tutti gli attrezzi che ci eravamo caricati nelle Vespa erano stati mischiati con quelli presenti in furgone, per cui ci siamo dovuti mettere a riverificare e a suddividere di nuovo le attrezzature, lavoro che si è protratto fino alle ore 13:30.
Una volta fatto ripartire il furgone in direzione casa ci siamo rigenerati con una veloce doccia e poi finalmente in sella sulle nostre Vespe ci siamo recato ad Arco dove il meeting di presentazione del viaggio iniziava alle 15:30. Ovviamente non avendo troppo tempo a disposizione per mangiare abbiamo pensato bene di andarci a prendere una bella vaschetta di gelato al supermercato e di mangiarla dopo aver parcheggiato le Vespe in piazza ad Arco. Come siamo soliti fare, una volta parcheggiate le Vespe abbiamo preso la nostra splendida catena dal peso di circa 5kg completa di lucchetto rinforzato per legare le 2 Vespe; e qui arriva un’altra sorpresa: Diego guarda Niccolò e gli dice di aprire il lucchetto, Niccolò lo guarda e gli dice” ma non hai tu le chiavi?”; e così dopo mesi passati a fare liste e a rimaneggiare ogni cosa ci siamo accorti che avevamo catena e lucchetto ma le chiavi erano attaccate ai portachiavi dei Typhoon.
Ovviamente non potevamo intraprendere un viaggio del genere senza lucchetto, fortunatamente la catena era utilizzabile anche con il lucchetto attaccato, e quindi siamo dovuti scappare di corsa a cercare una ferramenta che avesse un lucchetto grande abbastanza da poter collegare le maglie della nostra maxi catena; fortunatamente la ferramenta era a 5km dalla piazza e siamo andati di corsa interrompendo il nostro lauto pranzo a base di gelato in vaschetta.
Risolto anche questo problema, e riparcheggiate le Vespe, questa volta protette dal nostro nuovo lucchetto, ci siamo potuti presentare al meeting con soltanto 5min di ritardo ma fortunatamente non era ancora iniziato.
Durante il meeting gli organizzatori ci hanno illustrato brevemente il tragitto e alcune regole relative ai vari check-point e alla modalità di timbratura; concluso il meeting ci siamo spostati nel giardino per un piccolo rinfresco dove abbiamo potuto presentarci e conoscere gli altri equipaggi.
Alla sera ci siamo ritrovati a cenare con gli equipaggi provenienti dal Tri-Veneto con cui ci eravamo sentiti nei mesi precedenti mediante Wathsapp e con i quali ci eravamo scambiati qualche informazione utile per il viaggio.
Questa sera fortunatamente siamo riusciti ad andare a letto ad un’orario decente, 22:30.
Giorno 1 – La Partenza : Tappa Arco – Monaco (D)
13/06/2026
La sveglia è suonata alle 6, ma noi eravamo già svegli dalle 5:30; eravamo troppo nervosi per dormire; ognuno nella sua testa ripensava a tutte le cose che aveva preso e cercava di capire se si fosse dimenticato qualcosa, ma per prepararsi ad un viaggio del genere bisogna senz’altro lasciare qualcosa a casa.
Abbiamo rimesso il pigiama in valigia, ci siamo lavati i denti e abbiamo finito di chiudere le borse; poi siamo scesi a scoprire le Vespe dai teli copri moto e le abbiamo caricate secondo l’ordine che avevamo programmato a casa. Quando le Vespe sono state caricate siamo rientrati in albergo per fare colazione con un cornetto e un caffè; la receptionista è stata così gentile da regalarci anche un sacchetto con dei panini come pranzo a sacco.
Alle 7:30 abbiamo raggiunto la piazza di Arco, già gremita di Vespe, e ci siamo posizionati, pronti per la partenza ufficiale prevista per le 8. Mentre aspettavamo il via abbiamo fatto alcuni giri per salutare tutti gli equipaggi e vedere su che mezzi viaggiavano.
Alle 7:58 gli organizzatori ci hanno permesso di accendere le Vespe, e alle 8 in punto hanno dato il via all’evento. Più di 100 Vespa che si accendono all’unisono tutte con lo stesso obbiettivo, arrivare in cima all’Europa, è un’esperienza straordinaria che tutti dovrebbero percepire almeno una volta nella vita.

3, 2, 1… Finalmente si parte, questa avventura ha inizio dopo mesi di preparativi e dopo le ultimi 2 giornate che ci hanno messo ulteriormente alla prova, da adesso siamo completamente soli e dobbiamo arrangiarci a risolvere tutti i problemi che possono capitarci durante il viaggio; in questo preciso istante la tensione di tutti i mesi di preparativi si trasforma in piacere per essere giunti fino a questo momento e allo stesso tempo in concentrazione e attenzione estrema per tutto quello che ci circonda: attenzione alla condizione della strada, buche, pedoni che attraversano improvvisamente, mancate precedenze nella rotonde, macchine che ci sorpassano al filo del manubrio, ma soprattutto attenzione ai mille rumori che ci circondano, ai rumori che i nostri motori emettono, a qualsiasi variazione nelle prestazioni del motore, insomma, da adesso siamo immersi in un ambiente in cui la quantità di informazioni che dobbiamo tenere sotto controllo è elevatissima, e dobbiamo prestare la massima attenzione a tutte, senza escluderne alcuna perchè magari proprio quell’insignificante rumorino che proviene dal motore che a gari ignoriamo sarà sintomo poi di problemi che magari ci bloccheranno più avanti.
Tralasciando le nostre preocupazioni la giornata inizia tranquilla e scorre nello stesso modo, i paesaggi sono spettacolari anche se siamo solo all’inizio del viaggio; attraversiamo il Trentino circondati da file di meli alternati a vigneti su paesaggi straordinari; attorno a noi troviamo una natura regolata da precise istruzioni dell’uomo, tutto sembra comunque allineato, ordinato e mantenuto. A inizio giornata le salite non sono particolarmente impegnative per i nostri 2 piccoli motori, la 50L con la sua preparazione se la cava egregiamente, e può permettersi il lusso di scalate le salite tranquillamente in terza marcia senza alcuno sforzo; discorso ovviamente completamente diverso per la Farobasso la quale necessita di una guida particolarmente impegnativa per poter stare al passo con la 50L: preparazione delle curve, scalate di marcia tempestive e regolate con precisione in base ai regimi motore, frenate ritardate a più non posso e, in alcuni casi, una buona dose di pazzia nel percorrere alcuni tratti stradali, questo è e sarà ciò che sarà l’andatura per i prossimi 15 giorni.
Gradualmente il paesaggio si trasforma in un ambiente da coltivato a sempre più alpino, i boschi iniziano a prendere il posto dei meleti, e la strada inizia via via a diventare sempre più ripida e magicamente ad un certo punto arriviamo al Brennero: siamo finalmente fuori Italia. L’entrata in territorio Austriaco non si fa notare particolarmente se on per la differenza sui cartelli stradali; dopo un pò giungiamo alla prima grande città da attraversare: Innsbruck. Qui decidiamo di fermarci per consumare il nostro pranzo al sacco a bordo strada, perchè nella nostra mente le salite impegnative pensavamo di averle lasciate alle spalle; ma non potevamo nemmeno immaginare cosa ci stesse aspettando.
Appena fuori la città di Innsbruck il percorso prevedeva di attraversare lo Zirler Berg, un tratto di strada in salita nella quale il punto peggiore è una rampa che sale per più di 400m in meno di 4km con una pendenza costante che supera il 15% e un tornante molto stretto; vista la pendenza estrema della strada è vietato il transito di camion e roulotte; su questo tratto di strada la 50L ha dovuto sfoderare la potenza della sua seconda marcia, mentre la Farobasso ha dovuto percorrere praticamente tutti i 4km in prima con una velocità media di 18km/h, comunque, nonostante tutto e nonostante la sua età(71 anni) è riuscita ad arrivare in fondo senza fermarsi. In questo tratto di strada molti dei nostri compagni di viaggio, anche con mezzi molto meno datati dei nostri, hanno comunque avuto difficoltà nella salita, questo un pò ci ha confortato perchè dimostra che i nostri mezzi comunque qualcosa riescono ancora a fare.
Una volta superato questo tratto particolarmente impegnativo finalmente possiamo dire che la giornata volge verso la discesa, da qui in avanti infatti le salite saranno sempre meno, fino ad arrivare nelle aree collinari che circondano la città di Monaco di Baviera.
A circa una decina di kilometri dall’arrivo Diego nota un singolo colpo “di tosse” sulla Farobasso, attribuisce il problema ad un granello di sporco presente nel serbatoio, proseguiamo quindi tranquilli fino al checkpoint di Monaco che viene conquistato alle 19:15.
Segue poi una serata in compagnia con cena al birrificio HofBrauhaus in centro a Monaco.
Km tot 394, I nostri piccolo motori oggi hanno combattuto come dei leoni, oggi il nostro riposo inizierà alle 23:30.
Giorno 2 – Tappa Monaco (D) – Cheb (CZ)
14/06/2026
Oggi prima ripartenza di gruppo alle ore 9:30, noi ci siamo svegliati con comodo alle 7:30, abbiamo chiuso le borse e caricato i nostri mezzi; ci siamo poi recati al punto d’incontro per la ripartenza.

Per uscire da Monaco ci abbiamo impiegato circa 30 min visto che era ancora presto e non c’era tanto traffico; usciti dalla città il paesaggio per tutta la giornata è stato piuttosto piatto e caratterizzato da lievi sali e scendi immersi dapprima nelle coltivazioni del luppolo e poi in alternanza piccoli tratti boschivi e grandi distese di campi di grano.
Questa giornata è stata fresca ma soleggiata; nel tardo pomeriggio siamo entrati in Repubblica Ceca e alle 19:40 circa siamo arrivati nel nostro alloggio.
La Vespa 50L ha manifestato un eccessivo gioco nel selettore del cambio e la frizione non staccava del tutto, forse a causa delle salitone affrontate il giorno prima, ma abbiamo deciso di proseguire comunque fino a fine tappa per la sistemazione, mentre la Farobasso oggi ha iniziato a tossire con maggiore frequenza, prima di allarmarci troppo confidiamo nel fatto che ci sia della benzina sporca nel serbatoio e che quindi sia sufficiente una pulizia del carburatore.
Una volta arrivati all’alloggio e aver effettuato le operazioni di check-in, abbiamo dovuto girare parecchio per il paese perchè tutti i ristoranti erano già chiusi o la cucina stava chiudendo; finalmente siamo riusciti a trovare l’unico ristorante ancora aperto e siamo riusciti a farci cucinare qualcosa(erano le 20:30).
Dopo cena siamo ritornati in appartamento per effettuare le riparazioni sulle due Vespe in uno spettacolare porticato completamente al buio: abbiamo dapprima verificato il tiraggio del cavo della frizione e poi abbiamo spostato un pò i morsetti dei cavi marce, infine provato il tutto facendo un giro del circondario dove non volava una mosca e il rumore del nostro motore si sentiva bene anche in lontananza; per quanto riguarda la Farobasso ci siamo limitati allo smontaggio e pulizia del carburatore nella speranza che il problema risiedesse lì, ma sinceramente non avendo trovato nulla di anomalo siamo quasi sicuri che il problema si ripresenterà nuovamente.
Km tot 320, oggi il nostro riposo è iniziato alle 24:00.
Giorno 3 – Tappa Cheb (CZ) – Berlino (D)
15/06/2026
Oggi la giornata è iniziata con delle temperature un pò più basse rispetto a quelle a qui eravamo abituati nei giorni scorsi; sapendo che stavamo comunque andando verso nord abbiamo preferito non rischiare e mettere già i pantaloni imbottiti; il cielo a Cheb comunque sembrava promettere una giornata di timido sole.
Partiti da Cheb alle 8 abbiamo percorso soltanto strade pianeggianti, il paesaggio non era particolarmente vario ed entusiasmante in quanto abbiamo attraversato vaste zone di pianura coltivata.
Quando siamo rientrati in Germania abbiamo notato subito il cambiamento del meteo e del paesaggio circondante; il cielo, nel giro di pochi kilometri, si è ingrigito talmente tanto che la luce era diminuita notevolmente, con essa anche le temperature sono calate drasticamente, complice anche un fortissimo vento che penetrava anche il nostro abbigliamento tecnico, tant’è che per migliorare la situazione abbiamo dovuto metterci anche le giacche antipioggia.
Per quanto riguarda il paesaggio invece abbiamo percorso parecchi kilometri(circa un centinaio) immersi nei boschi su strade asfaltate ma comunque molto strette, circondati da conifere con fusti altissimi che peggioravano notevolmente la situazione meteo, in quanto rendevano l’ambiente ancora più umido e freddo, perchè di quel timido sole che si intravedeva a malapena in mezzo alle nubi, nella foresta non riusciva a raggiungerci.
Oggi la 50L ha potuto godere delle regolazioni di cambio e frizione effettuate la sera prima: le marce entravano come burro e la frizione funzionava a meraviglia; peccato non poter dire lo stesso della Farobasso; mentre nella mattinata gli scoppietti erano abbastanza rarefatti( uno ogni 10km circa), nel pomeriggio il problema è esploso pesantemente; gli scoppietti hanno iniziato ad essere via via più frequenti , fino ad arrivare a circa 30km da Berlino con la Vespa che non prendeva più velocità e non riusciva ad andare oltre i 30 km orari scoppiando in continuazione; la situazione è poi degenerata a 5km dalla meta quando alla ripartenza ad un semaforo la Vespa si è spenta e non voleva più ripartire, fortunatamente era solo entrata in riserva, e con un pò di benzina in più siamo riusciti a farla ripartire. Alla fine siamo riusciti ad arrivare al checkpoint della porta di Brandeburgo alle 19:45 e in hotel poco dopo. All’arrivo a Berlino ci stava attendendo un bel sole, e le temperature, nonostante il vento, erano gradevoli.
Tempo di mangiare qualcosa in compagnia con gli altri equipaggi e alle 22:30 eravamo già nel parcheggio dell’hotel a cercare di capire cosa potevamo fare alla Farobasso. In realtà le cose da fare erano ben poche, ci siamo messi a smontare il volano e abbiamo effettuato un cambio puntine, ci siamo limitati a quelle in quanto per sostituire il condensatore ci serviva un saldatore che non avevamo, in realtà ci mancava anche un altro attrezzo che non avevamo portato con noi in quanto i motori iniziali erano entrambi con accensione elettronica, l’attrezzo in questione è il mitico spessimetro; ci siamo quindi arrangiati a regolare le puntine a 0,4mm facendole ad occhio.
Durante tutte le operazioni meccaniche che abbiamo fatto quella sera eravamo nel parcheggio dell’hotel che non era nient’altro che un piazzale interno adiacente all’edificio e recintato ma comunque privo di illuminazione, per cui le uniche fonti di luce che avevamo erano la nostra mini-pila e i nostri telefoni.
Terminate le riparazioni e provata sommariamente la Vespa era ora di rientrare in albergo, ma la nostra giornata evidentemente non era ancora finita. Il portiere notturno dell’albergo infatti continuava a non rispondere al citofono per farci entrare in hotel, e quindi siamo rimasti una mezzora chiusi nel parcheggio esterno.
Quando finalmente ci ha aperto ci siamo precipitati a letto.
Km tot 370, oggi notte in bianco, a letto alle 01:30.
Giorno 4 – Tappa Berlino (D) – Gorzow Wielkopolski (PL)
16/06/2026
Nonostante la notte sia stata breve ci siamo comunque svegliati alle 7 in quanto, nonostante la ripartenza di gruppo oggi fosse fissata alle 10:30, avevamo comunque la necessità di provare la Farobasso ed eventualmente di fare qualche altro aggiustamento. Appena pronti siamo scesi nel parcheggio e Diego è andato a farsi un giro per Berlino con la Farobasso; la Vespa sembrava andare molto bene, ma comunque, dato che eravamo in una città molto grande, ci siamo informati per fare un passaggio da un meccanico che ci prestasse uno spessimetro per poter verificare la regolazione che avevamo fatto ad occhio.
Raccolte le nostre cose e ricaricate le Vespe, ci siamo quindi presentati in orario per la partenza delle 10:30. Nel momento della ripartenza, mentre il gruppo seguiva la traccia, noi abbiamo deciso di recarci da un meccanico che era a 8km dalla porta di Brandeburgo.
Il traffico della città di Berlino e la quantità infinita di semafori ci ha portato via comunque quasi un’ora di tempo per poter giungere al meccanico.
Il meccanico Vito Vespa ci è stato consigliato da un nostro amico, era un Italiano che si era trasferito a Berlino e che si occupa solo di Vespe sia vintage sia scooter; è stato estremamente gentile in quanto ci ha prestato gli attrezzi che ci servivano, e ci ha anche indicato dove potevamo andare a procurarci uno spessimetro. Appena ci siamo liberati da questa incombenza e, considerando che i kilometri da fare oggi erano solo 163 e la giornata era soleggiata e calda, abbiamo deciso di fare un giro turistico per Berlino; ci siamo quindi recati prima al Reichstag poi ripassando per la porta di Brandeburgo e per altre due piazze, siamo andati a visitare un tratto del muro di Berlino.
Alle 13 circa abbiamo deciso di rimetterci in viaggio rimettendoci in traccia.
I primi 30km per uscire dalla città di Berlino sono stati allucinanti in quanto il traffico, ma soprattutto le continue fermate dovute ai semafori, ci hanno fatto perdere un sacco di tempo. Quando siamo finalmente usciti dalla città abbiamo attraversato enormi distese di campi di grano fino a raggiungere il confine con la Polonia. L’entrata in Polonia è stata estremamente evidente; siamo passati dalle strade perfettamente pulite e mantenute della Germania a quelle piene di buche e semi abbandonate della Polonia; anche ai lati delle strade il paesaggio era completamente diverso: dai campi coltivati e l’erba tagliata della Germania ci siamo di colpo ritrovati in un ambiente in cui sembrava tutto abbandonato da decenni, stazioni di servizio comprese.
Addentrandoci più in profondità nella Polonia di colpo le strade sono migliorate fino ad arrivare alla nostra meta di oggi dove tutto era perfetto. La cittadina di Gorzow Wielkopolski era ben manutenuta, piena di vita, di negozi, e di alberghi.
Oggi finalmente il problema della Farobasso sembra risolto, speriamo di poter proseguire senza intoppi i prossimi giorni. Questa sera abbiamo mangiato nel ristorante dell’hotel e poi abbiamo fatto due passi per la città dato che questa sera non avevamo nessun lavoro in officina da fare.
Km tot 200, finalmente a letto presto alle 23:00.
Giorno 5 – Tappa Gorzow Wielkopolski (PL) – Czluchow (PL)
17/06/2026
Questa mattina sveglia alle 7, solita preparazione borse e caricamento moto, colazione tipica del posto(formaggi, salumi di qualsiasi tipo, e aringa affumicata) e partenza tranquilla alle 9.
Siamo partiti da Gorzow Wielkopolski su strade molto belle e ben asfaltate, ma appena fuori città il paesaggio comincia ad essere particolarmente rurale e le strade molto trasandate; l’asfalto ha lasciato il posto a vecchissime strade di ciottoli molto sfondate e piene di avvallamenti; ai lati della strada la situazione era quella di parecchio abbandono e di boscaglia diffusa; sembrava di essere in un film ambientato nell’est Europa ambientato negli anni 80.
Per strada molto spesso trovavamo, sulla sommità dei tralicci elettrici, cicogne che da sopra il loro nido ci guardavano tranquillamente passare sotto di loro; si vedeva chiaramente che in queste zone la natura non veniva disturbata dal transito dei mezzi sulle strade sottostanti; anche le case che vedevamo lungo il nostro percorso erano immerse nel verde, un verde spontaneo non addomesticato o progettato dall’uomo.
Le distanze tra una cittadina e l’altra oggi sono notevoli; questi spazzi sono colmati da enormi distese coltivate principalmente a grano, la giornata è fresca ma il sole splende vigoroso e questo ci regala una temperatura gradevole.
Sta mattina a causa del pavè un nostro compagno di viaggio ha forato, e ci siamo fermati a dargli una mano nella sostituzione della ruota; a parte questo, oggi non abbiamo avuto nessun problema meccanico: ne sulla 50L, ne sulla Farobasso; entrambe oggi si stanno comportando egregiamente nonostante le strade siano particolarmente dissestate e abbiamo percorso circa una 15ina di kilometri in mezzo ai campi su fondo sabbioso misto a sassi.
Alle 13:30 ci siamo fermati a mangiare nella piazzetta di un paesello in cui abbiamo mangiato delle salsicce tipiche.
A metà pomeriggio un nostro compagno di viaggio ha grippato in un rettilineo pieno di buche; ci siamo fermati a bordo strada per aspettare che il motore si raffreddasse e poi siamo partiti visto che la Vespa era ripartita.
Alle 18 siamo arrivati al paese di fine tappa(Czluchow) dove questa sera abbiamo potuto recarci a cena ad un orario decente (19:30) e gustare un piatto tipico a base di carne e patate; anche se l’orario non era particolarmente tardo, in questo paese i ristoranti erano comunque tutti chiusi e abbiamo avuto difficoltà a trovare un locale aperto.
Km tot 230, anche questa sera nessun lavoro da fare in officina, per cui siamo riusciti ad andare a letto alle 23.
Giorno 6 – Tappa Czluchow (PL) – Danzica (PL)
18/06/2026
Anche questa mattina sveglia alle 7 con l’obbiettivo di partire alle 8:30 visto che i kilometri in programma oggi dovrebbero essere 160; però non possiamo arrivare tardi in quanto dobbiamo essere entro le 16 al porto di Danzica per traghettare in Svezia.
La giornata si preannuncia comunque piuttosto fresca e preferiamo partire vestiti pesanti.
Appena fuori il paese di Czluchow ci immergiamo subito in u n paesaggio fatto da collinette e ampie zone boschive; qui l’umidità fa da padrona, complice il fatto che il timido sole che ci aveva accompagnato alla partenza adesso è completamente nascosto dalle nuvole; le strade sono completamente viscide e cerchiamo di mantenere un’andatura piuttosto tranquilla per evitare di scivolare nelle curve.
Tra una collinetta e l’altra costeggiamo qualche piccolo laghetto; i paesi invece sono pressochè inesistenti : incrociamo infatti soltanto qualche piccolo complesso industriale dedito alla lavorazione del legname; unica eccezione nella mattinata è rappresentata da un lago particolarmente ampio con a lato una bella cittadina con connotati prettamente turistici; questa cittadina ci sorprende all’improvviso all’uscita da una zona boschiva molto estesa; ma allo stesso modo si dissolve velocemente nel bosco circostante.
Per ottimizzare i tempi del viaggio, dato che anche oggi il nostro compagno di viaggio che aveva bucato ieri ha bucato nuovamente, ci siamo fermati ad un supermercato per prenderci qualcosa da mangiare al volo, così abbiamo potuto vedere con i nostri occhi quali sono le specialità locali : anche qui aringa.
La città di Danzica si è aperta di fronte ai nostri occhi improvvisamente appena usciti dalle zone boschive che la circondano; il nostro percorso ci ha fatto sbucare in un area industriale attigua al porto estremamente trafficata di mezzi pesanti che, in quelle strade polverose e mal ridotte, alzavano difronte a noi nuvole di polvere.
Eravamo piuttosto in anticipo rispetto alla tabella di marcia, ma a circa 8km dal porto abbiamo trovato delle strade chiuse e abbiamo dovuto deviare leggermente il percorso; ad un certo punto però abbiamo dovuto comunque attraversare un ponte che era in manutenzione spingendo le moto a mano in quanto al momento quel ponte era riservato ai soli pedoni.
Alla fine siamo arrivati al porto alle 15:40 riscaldati da uno splendido sole.
Anche oggi possiamo dire che ce l’abbiamo fatta, siamo in orario per l’imbarco; ci rechiamo quindi ad effettuare il check-in e attendiamo il nostro turno per salire in nave.
Appena siamo saliti in nave ci sembrava di essere stati mangiati dalla versione metallica del pescecane di Pinocchio; seguendo le indicazioni dell’equipaggio ci siamo disposti in 2 file parallele pronti per legare le moto; l’unico problema è che le corde per legare le moto non bastavano per tutti e quindi siamo stati costretti a legare le nostre Vespe con le cinghie dei camion arrugginite e bloccate dal salso di decenni di inutilizzo.
Legate egregiamente le nostre Vespe abbiamo preso il minimo indispensabile e siamo saliti nel ponte per farci dare la cabina dove avremmo passato la notte.
Km tot 160, anche questa sera nessun lavoro da fare in officina visto anche che le moto sono chiuse in stiva, per cui siamo riusciti ad andare a letto alle 22.
Giorno 7 – Tappa Nynashamn (S) – Uppsala (S)
19/06/2026
Oggi sveglia tranquilla circa alle 9, in quanto siamo in nave e l’orario di sbarco previsto è per le ore 12, quindi possiamo riposare un pò di più e trascorrere un pò di tempo insieme agli altri equipaggi.
La giornata si presenta con un ottimo sole e alle 11:30 veniamo avvisati che la nave sta entrando in porto; liberiamo la cabina dai nostri bagagli e ci rechiamo in stiva per ricaricare le nostre Vespe e liberarle dalle funi che le bloccavano.
Appena ci viene dato l’ok usciamo subito dalla nave e ci dirigiamo subito in direzione Stoccolma dove arriviamo circa alle ore 15; dato che oggi la tappa non è particolarmente lunga decidiamo di concederci una piccola passeggiata per la città e scegliamo di mangiare in un chiosco; da qui in avanti, come già avevamo immaginato, i prezzi di qualsiasi cosa sembrano proiettati in un’altra dimensione, dovremmo quindi iniziare a scegliere con cura i punti di ristoro.
Una volta usciti dalla città di Stoccolma ci rendiamo conto che il paesaggio della Svezia è più o meno come ce lo immaginavamo : leggermente ondulato ed estremamente verde, ricco di boschi ed aree semplicemente erbose. Il clima per il momento è particolarmente caldo ( da quello che ci hanno detto è un’anomalia di questi giorni) infatti ci sono 24 gradi e il sole splende.
Appena fuori Stoccolma la 50L ci obbliga ad un rapido pit-stop a causa della rottura di uno dei cavi del cambio che sostituiamo come al solito comodamente sdraiati in strada, nel giro di poco ritorniamo operativi e ci dirigiamo verso la nostra meta a Uppsala.
Uppsala è una grande cittadina bagnata dal fiume Fyrisån; qui arriviamo piuttosto tardi(alle 20:30), da un lato perchè ce la siamo presa un pò comoda, dall’altro perchè oggi un nostro compagno di viaggio ha avuto notevoli perdite di potenza e rallentamenti dovute al grippaggio di qualche giorno fa; abbiamo quindi avuto parecchie difficoltà per trovare un posto che fosse ancora aperto dove poter mangiare, abbiamo optato per l’unico locale aperto che era un tipico ristorante greco affacciato sul fiume.
Dopo cena ci siamo concessi comunque una passeggiata rilassante per la città praticamente disabitata.
Km 150, a letto un pochino più tardi alle 00:00; stasera nessuna riparazione da effettuare.
Giorno 8 – Tappa Uppsala (S) – Sundsvall (S)
20/06/2026
Oggi sveglia alle 6:30 in modo tale da poter essere in strada entro le 8; La tappa di oggi è piuttosto lunga ed è per questo che abbiamo deciso di partire un pò prima. Viste le temperature della giornata di ieri abbiamo deciso di partire con abbigliamento leggero, quindi siamo ritornati ai jeans. Anche oggi il meteo è dalla nostra parte e ci siamo alzati con uno splendido sole.
La tappa di oggi dovrebbe estendersi parallela alla costa ma leggermente interna, quindi da oggi iniziamo ad esplorare la Svezia.
Oggi siamo partiti da soli dal nostro alloggio e una trentina di kilometri più avanti nel percorso ci siamo ricongiunti con i nostri compagni di viaggio alloggiati in un campeggio fuori città perchè non avevano trovato alloggio più vicino; già in questi primi 30 km abbiamo potuto avere un assaggio di come di sarebbe sviluppato il viaggio di oggi; la Svezia ci si è presentata fino ad ora come un alternarsi di città medio-piccole circondate da enormi distese verdi a tratti coltivate ma il più delle volte a carattere boschivo; infatti appena usciti dalla città siamo subito entrati in una zona boschiva.
La strada di oggi era adiacente all’autostrada e a volte la traccia era piuttosto confusionaria dato che ci faceva percorrere alcuni tratti di sterrato per poi ributtarci in pezzi asfaltati; oggi i distributori sul tragitto hanno iniziato a scarseggiare e in alcuni casi non erano vicini alla traccia, per cui abbiamo dovuto uscire, seppur di poco, per poter fare rifornimento. In una di queste uscite all’improvviso ci siamo ritrovati che il distributore era nel piazzale di un enorme complesso apparentemente disabitato in stile cinese, e in effetti dalle foto sembra di essere capitati in un angolo della Cina; effettuato il rifornimento in questa strana stazione la traccia ci ha indicato di proseguire in un pezzo di strada che, di questo ce ne siamo accorti solo dopo esservi entrati, che in realtà era un tratto di autostrada. Fortunatamente tutto è andato liscio e abbiamo percorso soltanto 5km di autostrada per poi proseguire il viaggio nei boschi.
Nella giornata di oggi abbiamo iniziato vedere che una grossa parte della popolazione della Svezia vive isolata in mezzo ai boschi; abbiamo trovato case singole posizionate all’interno di zone boschive dove tra una casa e l’altra ci sono come minimo 25km di strada sterrata da percorrere; di casi come questo oggi ne abbiamo incontrati moltissimi. Altra cosa che abbiamo notato nella giornata odierna è la passione che hanno gli Svedesi per le auto d’epoca specialmente Americane; e in quasi tutte queste case che abbiamo trovato tra i boschi c’erano una tettoia o un garage con la porta aperta dove era presente un’auto d’epoca Americana completamente restaurata o conservata.
Oggi il nostro compagno di viaggio che aveva grippato in precedenza ha avuto un peggioramento delle prestazioni della Vespa e abbiamo notato che aveva anche problemi ai cuscinetti del banco, per cui ha deciso di proseguire comunque mantenendo un’andatura più ridotta ma costante.
In mezzo a tutti questi boschi ogni tanto superavamo qualche macchina che andava a trenta all’ora : questi mezzi particolari sono macchine mono marcia ( chiamati A-Traktor) di qualsiasi tipo date in uso a dei ragazzi di 15 anni per permettergli di percorrere le immense distanze che separano una città dall’altra soprattutto d’inverno; queste macchine sono riconoscibili in quanto sono dotate nella parte posteriore di un triangolo arancione proprio per distinguerle.
Oggi, dato che i kilometri da percorrere sono parecchi, e dato che comunque non avevamo altra scelta, ci siamo fermati ad un supermercato adiacente ad un distributore di carburante e abbiamo pranzato con un paio di gelati.
Poco prima di arrivare a destinazione abbiamo iniziato a trovare ampi allevamenti di cavalli e poi finalmente il bosco si è aperto e abbiamo visto dall’alto della piccola collina che sovrasta la cittadina di Sundsvall; Sundsvall è una cittadina che si affaccia sul golfo di Botnia all’interno di un fiordo; è una cittadina di medie dimensioni con alcuni palazzi storici concentrati principalmente lungo il vialone principale della città. Siamo arrivati al check-point alle ore 18:30; siamo riusciti poco dopo a fare check-in e parcheggiare al coperto le Vespe che poco dopo ha cominciato a piovere violentemente, anche per oggi ci è andata molto bene.
Oggi abbiamo la cena compresa con la camera in albergo per cui fortunatamente non dobbiamo uscire per cercare qualcosa da mangiare; appena finito di cenare ci trasferiamo subito in garage per sistemare il freno della Farobasso che ha perso efficacia e per dare un aiuto al nostro compagno ad aprire il gruppo termico per vedere com’è la situazione. Sfortunatamente aveva entrambe le fasce incollate, e provandole a togliere gli si sono rotte e non aveva il ricambio necessario; è stato così costretto al ritiro dopo aver superato più della metà del viaggio.
Km tot 360, andiamo a letto affranti per l’abbandono del nostro compagno alle 00:00.
Giorno 9 – Tappa Sundsvall (S) – Vilhelmina (S)
21/06/2026
Anche oggi sveglia alle 6:30 in quanto la tappa è comunque da 340km; aperte le tende della stanza uno splendido sole illumina gli storici palazzi davanti a noi; decidiamo comunque di ripassare all’abbigliamento pesante in quanto, viste le ampie zone boschive che abbiamo attraversato ieri, temiamo che la temperatura sia piuttosto bassa.
La ripartenza di gruppo è stata fissata per le ore 9, desideriamo comunque prepararci con calma per la giornata; fatta la colazione ci dirigiamo al punto di ritrovo dove arriviamo alle 8:30 e ci posizioniamo insieme al gruppo in riva al mare; la giornata purtroppo inizia con un filo di tristezza in quanto è il momento di salutare il nostro amico che purtroppo deve abbandonare il viaggio; anche lui è presente al punto di ritrovo per salutarci e vederci partire.
Alle 9 puntuali il gruppo viene fatto partire e i nostri mezzi iniziano a rompere il silenzio della cittadina di Sundsvall, appena usciti dal piccolo porticciolo la strada ha iniziato leggermente a salire, ma già alle prime salite Diego si accorge che la Farobasso sembra avere poca potenza, ad un certo punto su una salita leggermente più impegnativa la Farobassso sembra non riuscire a salire nemmeno n prima, cosa molto strana in quanto la salita non era esageratamente impegnativa; Diego decide quindi di fermarsi per verificare meglio la situazione, e infatti nel tirare il cavo del freno ieri sera non ci siamo accorti che in realtà il problema della mancata frenatura non era dovuto soltanto al tiraggio del cavo, ma anche al fatto che la staffa di fissaggio dell’interruttore dello stop limitava la corsa del cavo, questa adesso si stava mettendo in una posizione tale da tenere quasi perennemente frenata la Vespa; a questo punto Diego ha deciso di risolvere il problema definitivamente eliminando interruttore e staffa.
Effettuata questa riparazione al volo siamo ripartiti e per un pò tutto è andato liscio, il percorso di oggi non è particolarmente impegnativo, attraversa zone interamente boschive, e le strade sono per la maggior parte sterrate, i paesi sono praticamente inesistenti e trovare distributori di carburante è quasi impossibile; ci siamo fermati verso le ore 13 nell’unica stazione di servizio che abbiamo trovato, tra l’altro completamente automatica, situata accanto a degli edifici disabitati. Dopo questa breve sosta siamo ripartiti con l’obbiettivo di cercare un posto in cui mangiare; finalmente la nostra ricerca di un minimo di vita ha avuto successo poco dopo le 14, quando abbiamo trovato finalmente una pizzeria dispersa nel nulla, qui abbiamo potuto gustare una buona pizza a base di pomodoro e kebab chiusa a mò di barchetta.
Mentre stavamo mangiando il tempo è improvvisamente cambiato, le nubi si sono impossessate del cielo e ha iniziato a povere a dirotto, fortunatamente siamo riusciti a mettere le moto al riparo in un piccolo capanno; la pioggia violenta è durata solo durante la nostra pausa pranzo, poi ci siamo rivestiti con le nostre tute da acqua e ci siamo rimessi in marcia sotto una leggera pioggerellina, abbiamo attraversato zone lacustri sempre sotto la pioggerellina, e ogni tanto fortunatamente usciva qualche spiraglio di sole.
Dopo la sosta pranzo siamo ripartiti e la Farobasso ha ricominciato ad avere problemi di scoppiettii, ha iniziato prima gradualmente a perdere qualche colpo e poi la situazione è degenerata, ci siamo fatti praticamente 90 km a 40km/h perchè di più non riusciva, e poi gli ultimi 5km a poco più di 20km/h fino all’hotel a Vilhelmina dove siamo arrivati con scoppiettii continui.
A questo punto la situazione era veramente grave, non potevamo sperare di continuare in viaggio in queste condizioni, a quanto pare quando a Berlino abbiamo sostituito le puntine avremmo dovuto sostituire anche il condensatore, ma non avevamo a disposizione il saldatore per cui anche su consiglio del meccanico in teoria non avremmo dovuto avere problemi, ma così non è stato; le puntine, complice anche la scarsa qualità dei ricambi disponibili oggi, si erano craterizzate anche a causa del condensatore.
Appena arrivati a Vilhelmina, mentre consumavamo la nostra cena nei pressi dell’hotel, abbiamo chiesto aiuto agli altri componenti del gruppo per capire se per caso qualcuno avesse con sè un saldatore, fortunatamente un componente del gruppo aveva a disposizione un condensatore in poliestere che ci ha donato. Dopo cena ci siamo messi immediatamente all’opera proprio davanti all’entrata dell’hotel in quanto in quel paese tirava un vento forte e gelido e l’unica posizione riparata era quella. Installato il condensatore e regolate le puntine ad “occhio”(perchè una volta craterizzate è inutile regolarle con lo spessimetro in quanto la scintilla avviene all’interno del cratere) abbiamo fatto un paio di prove e la Vespa sembrava essere ritornata in strada anche questa volta.
Qui le giornate iniziano ad allungarsi vistosamente, il sole inizia a non calare mai e adesso comunque c’è ancora luce ed il sole si vede ancora in lontananza.
Km tot 340, anche oggi siamo riusciti a concludere la nostra giornata e finalmente alle 01:00 ci buttiamo a dormire.
Giorno 10 – Tappa Vilhelmina (S) – Mo I Rana (N)
22/06/2026
Oggi sveglia alle ore 7 con l’obbiettivo di partire per le 8:15, la giornata si presenta piuttosto nuvolosa e quindi decidiamo già di partire con le tute da acqua.
La Farobasso dimostra di essere particolarmente dispettosa ancora prima di accendersi oggi, fra tutte le moto che arano state coperte con i teli sul piazzale lei era l’unica che aveva pensato bene di scoprirsi e di tenere il telo dietro a mò di paracadute, questo giusto per ricordarci che in ogni caso era lei che decideva come sarebbero andate le cose.
Appena partiti la Vespa sembra andare piuttosto bene, a quanto pare il condensatore in poliestere sta facendo il suo lavoro e le puntine, anche se rovinate, per il momento reggono. Come estremo tentativo proviamo in questo caso a ricorrere all’aiuto da casa, dato che nei vari siti di e-commerce la consegna di un’eventuale kit di puntine in Svezia sarebbe stata almeno fra un mese, facciamo spedire con una spedizione che in teoria dovrebbe impiegare 48h, le puntine all’albergo a Mo I Rana, questo perchè visto quanto abbiamo passato ieri avevamo forti dubbi di riuscire ad arrivare anche a lì.
I nuvoloni iniziali della giornata ben presto si trasformano prima in pioggerellina e poi in pioggia torrenziale, le strade che percorriamo anche oggi sono in gran parte sterrate, in mezzo ai boschi o ai lati di piccoli laghetti, in ogni caso non attraversiamo nessun centro abitato degno di nota; troviamo per kilometri e kilometri soltanto case isolate nei boschi.
Nonostante la Farobasso oggi sia partita piuttosto bene ad un certo punto circa dopo 70km in un tratto di sterrato inizia a scoppiettare un’altra volta e decide di spegnersi tra uno scoppietto e l’altro. Fortunatamente dopo un pò di tentativi riusciamo a riaccenderla e ripartiamo, da ora in avanti iniziamo ad essere in ansia sia per la Farobasso che per la benzina in quanto non troviamo alcun centro abitato nè stazioni di servizio per decine di kilometri; nel mentre la situazione della Farobasso precipita e non riesce ad andare oltre i 25km/h fino ad un certo punto in cui si spegne. In questo momento ci trovavamo in una strada persa in mezzo al nulla e ce la siamo vista veramente brutta considerando anche i problemi che avevamo già avuto in precedenza; in questa situazione la Farobasso non ne voleva sapere più di partire, siamo stati quasi mezz’ora fermi a modificare l’apertura delle puntine cercando di trovare la giusta posizione.
Fortunatamente ad un certo punto siamo riusciti far ripartire la Vespa, eravamo comunque tutti molto preoccupati anche perchè avevamo ormai sforato il nostro limite di sicurezza che ci eravamo imposti tra un rifornimento e l’altro; all’inizio il nostro limite era fissato attorno ai 120km, ma poi via via che ci inoltravamo in Svezia abbiamo deciso di portarlo a 80km, in modo da avere comunque quasi 50km di sicurezza oltre alle taniche piene che avevamo; in questo momento eravamo già arrivati a 130km, abbiamo quindi fatto ricorso alle nostre taniche e siamo ripartiti alla disperata ricerca di un benzinaio, cercando su Google Maps comunque le indicazioni dei distributori non erano affidabili in quanto molti di quelli indicati risultavano abbandonati o chiusi da anni, non avevamo altra scelta se non quella di proseguire. Ad un certo punto la nostra oasi di salvezza si intravede in lontananza, ormai ci siamo, il problema benzina è risolto, la Farobasso a questo punto decide però di spegnersi a circa 500m dal distributore, ovviamente nel punto più basso della strada, ma ormai è fatta; per le altre Vespe invece nessun problema a giungere fino al distributore.
La Farobasso solitamente molto parca in termini di consumi, in queste condizioni di scoppiettamenti molto prolungati e continui, rigurgitava un sacco di benzina dalle parte del carburatore, in pratica era più la benzina che buttava fuori che quella che usava per avanzare, quindi a parte il problema del consumo dell’olio (la Farobasso con il suo motore originale ha bisogno di fare la miscela al 5%) adesso si aggiungeva anche il problema dell’autonomia del carburante, sempre che fossimo riusciti a proseguire in qualche modo il viaggio, perchè in queste situazioni la probabilità di dover interrompere si stava purtroppo concretizzando.
Dopo aver fatto il pieno sia ai serbatoi sia alle taniche ed esserci rifocillati con un ottimo hotdog, sotto la pioggia ci rimettiamo in strada, la Farobasso dopo la regolazione sembra reggere e quindi riusciamo finalmente sotto ad una pioggia torrenziale, ad un vento particolarmente intento e temperature di circa 7 gradi, ad entrare finalmente in Norvegia e a raggiungere la nostra destinazione a Mo I Rana dove ci aspetta ancora un pò di pioggia prima di entrare finalmente all’asciutto nel parcheggio dell’hotel alle 18:30.
Anche il check-point di Mo I Rana è nostro, fino a qua siamo arrivati, adesso iniziano i dubbi se proseguire il viaggio o rimanere qui a Mo I Rana in attesa del pacco con le puntine che in teoria dovrebbe arrivare domani sera, quindi il nostro piano sarebbe di rimanere qui fino a domani sera e appena ricevuto il pacco rimetterci in viaggio per recuperare il gruppo.
Fatte le nostre verifiche sul traking del pacco scopriamo che il pacco deve ancora giungere in Germania, quindi iniziamo a dubitare dei tempi di consegna; alla fine il rischio di rimanere a Mo I Rana per tre o quattro giorni ci era sembrato troppo elevato, allo stesso tempo avevamo il terrore che una volta usciti dalla città la Vespa ci lasciasse a piedi in mezzo al bosco ma, contando molto sulla nostra dose di incoscienza e un pò meno sulla nostra capacità tecnica di risolvere i problemi che avremmo potuto avere, decidiamo di sfidare la sorte e quindi ci convinciamo che probabilmente l’unica via d’uscita per proseguire il viaggio sarebbe stata quella di rischiare andando avanti e magari modificando il luogo di consegna del pacco in un albergo più avanti di almeno 2 giorni, questo sperando che quel pacco non fosse strettamente necessario nell’immediato.
A parte i problemi della Farobasso questa sera dobbiamo comunque fare un pò di officina perchè si sono allentati nuovamente i cavi delle marce della 50L.
Km tot 320, a letto alle 23.
Giorno 11 – Tappa Mo I Rana (N) – Drag (N)
23/06/2026
Oggi sveglia alle 6:30, l’obbiettivo che ci siamo fissati è quello di proseguire il viaggio sperando di non avere particolari intoppi, sappiamo che da qui in avanti sarà sempre più difficile conquistare le prossime tappe; confidiamo comunque che il pacco con le puntine nuove arrivi nei prossimi giorni e che nel mentre non ci servano.
La giornata inizia già sotto la pioggia battente per cui ovviamente ci vestiamo di conseguenza; carichiamo le Vespe, facciamo colazione con prodotti tipici(Aringa e Salmone) e ci rechiamo al luogo della ripartenza di gruppo.
La Farobasso ieri ha percorso gli ultimi 50 km quasi senza scoppiettare, per cui speriamo che oggi si comporti bene. Appena partiti iniziamo a uscire dalla città scalando le montagne che la circondano, le strade per il momento sono asfaltate e in ottime condizioni, dopo i primi 70km la Farobasso ricomincia ad avere i soliti problemi, questa volta però abbiamo mezza idea di come risolvere e quindi ci fermiamo a bordo strada, Diego tira fuori il suo bel teletto bianco e inizia con calma a smontare cuffia, copri ventola e ventola, e nel giro di qualche minuto trova l’esatta configurazione che permette alla Vespa di riaccendersi. Ormai per velocizzare le operazioni Diego si è preparato a portata di mano un sacchetto con solo gli attrezzi strettamente necessari per compiere l’operazione, per cui l’intervento è diventato normale routine. Richiuso il motore ripartiamo e alle ore 11 circa entriamo ufficialmente all’interno del Circolo Polare Artico ed entriamo anche nel visitor center per asciugarci un pò dalla pioggia.
Dopo la visita al Circolo Polare Artico, proseguiamo sempre sotto la pioggia incessante fino ad arrivare sui bordi di un fiordo e più precisamente nella cittadina di Fauske dove ci fermiamo ad un distributore per effettuare il rifornimento e approfittiamo per pranzare, anche qui uno splendido piatto tipico : wurstel avvolto nella pancetta.
Alle ore 15 circa ripartiamo in direzione Drag, ovviamente durante il pomeriggio la Farobasso ha richiesto altri due interventi di regolazione puntine ma ormai siamo diventati esperti e quindi proseguiamo tranquilli(si fa per dire).
A Drag non c’erano grosse scelte per quanto riguarda l’alloggio, quindi abbiamo dovuto recarci al paesetto successivo, Ulvsvag, circa una ventina di kilometri più a nord, dove abbiamo soggornato presso una delle tipiche hytte(casette di legno collocate all’interno dei campeggi). Per raggiungere il paesino di Ulvsvag la strada è tutto un sali e scendi, tranne gli ultimi 2km che sono tutti in discesa, una discesa del 18 percento che fatta con le Vespe a pieno carico è qualcosa di allucinante.
Siamo comunque arrivati al campeggio circa alle ore 20.
Per la cena di questa sera, siccome dalle informazioni che avevamo ricevuto il ristorante del campeggio era chiuso, ci siamo fermati a Drag per fare una spesa presso un supermercato; ovviamente anche nei supermercati i prezzi sono allineati a tutto il resto della Norvegia, quindi abbiamo preso un sacchetto di patatine fritte, una vaschetta di prosciutto, 2 bibite e una bottiglia d’acqua, una vaschetta di salmone affumicato, 2 pani col formaggio, una salsiccia di renna, e una scatoletta di sgombro con il pomodoro, e due banane, il tutto per la modica cifra di 65 euro. METTERE EMOTICON SOLDI CON LE ALI
Km tot 320, oggi niente riparazioni notturne, a letto alle 23.
Giorno 12 – Tappa Drag (N) – Tromso (N)
24/06/2026
La giornata di oggi sarà parecchio impegnativa, dobbiamo fare la bellezza di 350km e in più dovremmo traghettare in 2 punti; oggi attraverseremo la parte probabilmente più bella di tutto il percorso, il Parco Nazionale dei Fiordi Norvegesi; per cui decidiamo di alzarci alle 6:20 con l’obbiettivo di partire alle 7:40. Facciamo colazione, carichiamo le Vespe e le scaldiamo un pò dato che la temperatura è di 5gradi e appena fuori dal campeggio ci aspetta subito la salita del 18 percento, e quindi ci mettiamo in moto e come da programma alle 8:15 siamo già in banchina ad attendere il traghetto( tratta Drag – Kjopsvik ) che dovrebbe partire alle 8:45; mentre attendiamo approfittiamo per fare un salto in un piccolo negozietto lì di fronte dove ci prendiamo un paio di caffè ed una utilissima pinza per gli anelli seeger che ci è molto utile per togliere e metter il volano della Farobasso. Alle 8:45 puntuale il traghetto si presenta in banchina e iniziano le operazioni di carico, tempo una decina di minuti il traghetto parte. La traghettata dura circa 45′ e attraversa un bel fiordo con paesaggi spettacolari da entrambi i lati della nave. La giornata che era partita un pò nuvolosa adesso si apre improvvisamente e spunta uno splendido sole, tant’è che iniziamo ad avere parecchio caldo con le nostre giacche e le tute da acqua. Arrivati dall’altra parte ripartiamo subito e ricominciamo ad attraversare paesaggi spettacolari dove le montagne precipitano nel blu intenso del mare, con il sole di oggi i panorami sono ancora più spettacolari.
Il pezzo di traccia dopo il primo traghetto si snoda in una zona più montagnosa, anche oggi abbiamo incontrato pochissimi villaggi e quindi appena troviamo un distributore preferiamo fermarci, così facciamo anche oggi verso le ore 14 e approfittiamo per mangiare qualcosa.
Ci rechiamo poi alle 18 a prendere il secondo traghetto della giornata( tratta Botnhamn – Brensholmen ) che arriva dopo qualche minuto; alle 19 scendiamo dal traghetto ed alle 20:15 giungiamo finalmente a Tromso; Tromso è una città piuttosto grande e il check-point in questo caso era collocato presso il centro visitatori all’interno dell’are pedonale del centro della città, quindi abbiamo dovuto perdere parecchio tempo per trovarlo, e quando lo abbiamo trovato abbiamo scoperto che era già chiuso, per cui il timbro del check-point di Tromso ce lo faremo fare a Nordkapp.
Nonosrante Tromso sia una città piuttosto grande, le abitudini degli abitanti probabilmente sono quelle di mangiare molto presto, per cui alle 21 non riusciamo a trovare nessun ristorante aperto, fortunatamente troviamo un pizza kebab aperto fino alle 21:30 e quindi riusiamo anche questa sera a mangiare qualcosa.
Dopo cena possiamo permetterci il lusso di fare una passeggiata per la città deserta e completamente illuminata a giorno dal sole che in questo periodo non tramonta mai.
I mezzi oggi si sono comportati bene a parte la consueta regolazione delle puntine nel tardo pomeriggio per la Farobasso, mentre per la 50L nulla da segnalare.
Km tot 375 + 2 traghetti, oggi a letto tardi, alle 00:30.
Giorno 13 – Tappa Tromso (N) – Alta (N)
25/06/2026
Sta mattina sveglia alle ore 6:30, ci siamo alzati con un leggero odore di benzina in camera, questo perchè ieri sera quando abbiamo portato su il pacco bagagli, completo della tanica di riserva, la bottiglia aggiuntiva di benzina che avevamo aggiunto qualche giorno fa giusto per avere un altro litro di misce4la con noi, ha deciso di perdere un pò dal tappo e quindi abbiamo praticamente lavato mezzo pavimento della stanza con la benzina.
A parte questo ci siamo svegliati con una splendida giornata di sole non particolarmente calda ma comunque asciutta. Abbiamo fatto una veloce colazione nel B&B dove eravamo e ci siamo recati al punto di ripartenza alle 8. Alle 8:15 momento preciso della partenza, è anche comparsa la banda del paese che ci ha salutato con delle melodie tipiche; appena partiti abbiamo scoperto che il ponte che dovevamo attraversare per passare dall’altra parte del fiordo era chiuso per manutenzioni, abbiamo quindi dovuto cercare una strada alternativa rispetto alla traccia prefissata, abbiamo fatto una deviazione di circa 20km per poter percorrere il ponte successivo.
Il paesaggio è piuttosto pianeggiante con qualche sali scendi, la mattinata è trascorsa percorrendo strade principalmente asfaltate con qualche tratto di sterrato, eravamo comunque più o meno sempre immersi nella natura e non abbiamo mai incontrato città, al massimo un paio di minuscoli paesetti.
Questa mattina abbiamo preso 2 traghetti per attraversare 2 fiordi, all’entrata del secondo traghetto Diego si accorge che la Farobasso rimane perennemente frenata, decide quindi di approfittare della traghettata per dare un’occhiata e scopre che in realtà si era rotta la coppiglia che fissa il dado ruota, visto che il tempo di traghettata è di soli 30min decidiamo di effettuare la riparazione appena scesi. Ci fermiamo quindi e procediamo al serraggio del dado ruota e rimettiamo la nuova coppiglia, altro intervento da 15min in riva al fiordo e poi si riparte.
Verso le ore 13:30 dato che ci siamo ritrovati nei pressi di un piccolo borgo abitato abbiamo deciso di fermarci per il pranzo. Poco prima del pranzo Niccolò segnala che la sua Vespa sembra scodare in alcune situazioni, decidiamo quindi, mentre attendiamo il pranzo, di fare una verifica e ci accorgiamo che il problema è dovuto al fatto che l’anello del cerchio scomponibile si sta rompendo attorno ai dati e che quindi a brave la ruota si sarebbe aperta; il problema potrebbe essersi verificato a causa del peso a cui è sottoposto l’intero telaio e quindi di conseguenza anche la ruota. Decidiamo quindi di approfittare della sosta per il pranzo per sostituire la ruota; operazione piuttosto scomoda in quanto per rimuovere la ruota è necessario smontare anche la marmitta; in ogni caso completiamo la sostituzione nel giro di 15min, possiamo quindi rifocillarci con un buon pranzo tipico a base di renna.
Dopo il pranzo riprendiamo il nostro viaggio nel Parco Nazionale dei Fiordi Norvegesi, attraversiamo paesaggi spettacolari che sembrano uscire da una cartolina, fortunatamente la giornata è particolarmente soleggiata e questo aiuta a rendere spettacolari i luoghi che attraversiamo.
Il pomeriggio scorre liscio senza intoppi e le Vespe non hanno bisogno di ulteriori interventi a parte quelli fatti prima, oggi nessuna regolazione sulle puntine della Farobasso. Giungiamo ad Alta alle 18:15.
Alta è una città particolare, il nostro hotel sorge di fronte alla chiesa Fiamma del Nord, la chiesa più a nord d’Europa; Questo edificio dalle forme moderne è situato all’inizio di un enorme viale completamente pedonale costeggiato da entrambi i lati da negozi e centri commerciali, il tutto con un’architettura estremamente squadrata e lineare, l’impressione è quella di trovarsi in una città completamente finta formata essenzialmente da questo lungo viale e da null’altro nei dintorni.
Ceniamo all’interno dell’hotel e usciamo poco dopo per fare la spesa in quanto sappiamo che domani siamo alloggiati in una hitta a 8km da Nordkapp e che quindi molto probabilmente non avremo modo di trovare qualcosa nelle vicinanze. Finita la spesa approfittiamo per tornare in camera e per andare a dormire presto.
Km tot 300, a letto alle 23.
Giorno 14 – Tappa Alta (N) – Nordkapp (N)
26/06/2026
Siamo giunti all’ultimo giorno di viaggio verso Nordkapp, oggi pomeriggio giungeremo alla nostra meta finale: Nordkapp.
La tappa di oggi prevede una ripartenza di gruppo alle ore 14:30, il ritrovo è a Honnisvag, praticamente l’ultima cittadina prima di Nordkapp che si trova a circa 30km. Decidiamo quindi di partire alle ore 8, quindi la sveglia suona alle ore 6:45, tempo i caricare le Vespe e di fare colazione e alle 8 siamo pronti in strada, anche oggi i panorami sono pressochè invariati rispetto a ieri, all’uscita della città di Alta ci troviamo ad attraversare un tratto di circa 120km immerso nel nulla, tant’è che iniziamo ancora una volta a temere di non riuscire a trovare un distributore, fortunatamente lo troviamo e possiamo proseguire tranquilli, la successiva tratta dal distributore fino ad Honnisvag costeggia i fiordi, ciò ci offre la possibilità di ammirare paesaggi mozzafiato. Per quanto riguarda le stazioni di servizio, invece, la situazione non è altrettanto bella, anzi, la stazione successiva la troviamo esattamente ad Honnisvag dove arriviamo anche qui a filo con la benzina.
Durante questo tratto di splendida strada che costeggi i fiordi la Farobasso decide di volersi fare dare una bella regolata di puntine in riva al fiordo, la accontentiamo e procediamo verso la destinazione, ad un certo punto in un tratto in discesa la Farobasso accusa una leggera grippatina, fortunatamente Diego riesce a tirare la frizione in tempo e il pistone rimane libero, proseguiamo quindi a velocità ridotta per evitare di stressare ulteriormente il gruppo termico. Lungo questo ultimo tratto di strada di circa 30km per arrivare ad Honnisvag incontriamo qualche negozietto di souvenir tipici(corna di renna, stoccafissi e coltelli) e finalmente incontriamo un gruppo di renne che stanno liberamente pascolando sulla strada.
Finalmente giungiamo al punto più caratteristico del viaggio: il tunnel sottomarino di 7km che unisce l’isola dove si trova Nordkapp alla terraferma; si tratta di un tunnel composto per metà in discesa e metà in salita, entrambe con una pendenza del 9%, considerando lo stato di stanchezza dei nostri motori e considerando la mezza grippata della Farobasso, speriamo che tutto vada bene e che non ci ritroviamo bloccati nel fondo del tunnel. Fortunatamente riusciamo a percorrere indenni anche quest’ultima prova e giungiamo finalmente a Honnisvag alle ore 14. Il punto di ritrovo per la partenza della parata trionfale è un distributore e quindi ne approfittiamo, essendo che non abbiamo ancora pranzato, approfittiamo anche del supermercato accanto al distributore dove ci rifocilliamo con un pò di frutta e dei dolcetti gommosi ricoperti di cioccolato.
Alle 14:30 puntuale parte la parata; circa 120 Vespe si dirigono nella strada lunga 30km che da Honnisvag porta al globo di Nordkapp, siamo tutti riuniti in quest’ultimo tratto di strada che segna da un lato la fine del nostro viaggio ma dall’altro che dimostra che siamo riusciti ad arrivare fino a qui nonostante tutte le difficoltà incontrate durante il percorso.
Quest’ultimo tratto di strada non è da meno rispetto all’intero viaggio, il paesaggio è estremamente brullo, quasi lunare, non ci sono alberi e le rocce sono per la maggior parte scoperte o al massimo leggermente colorate dal verde dei muschi e della poca erba che qui cresce. La strada è un continuo sali scendi in quanto l’isolotto è battuto da piogge e venti violenti. Finalmente giungiamo al parcheggio del visitor center e qui cogliamo di sorpresa, dato il nostro numero, tutti i visitatori presenti che si vedono all’improvviso circondati da un numero così grande di Vespa di svariate annate e tipologie. Procediamo quindi ad aprire la nostra mini bottiglia di prosecco portata direttamente dall’Italia nelle nostre borse fino a qui, ci rechiamo poi in visita prima al visitor center, dove possiamo scoprire la storia del monumento del globo, e poi andiamo a vederlo dl vivo e a farci qualche foto. Purtroppo durante gli orari di apertura del visitor center non è possibile fare la mitica foto con le moto sotto al globo, per cui per quella ritorneremo durante la nottata.
Rimaniamo in zona fino alle ore 19:30, con una vena di tristezza salutiamo quelli che sono stati i nostri compagni di viaggio che ci hanno accompagnato in questa avventura e che ormai sono di ventati nostri amici e decidiamo di scendere verso sud per andare al nostro alloggio; per oggi abbiamo scelto di alloggiare in una hitta presso il Nordkapp base camp che è un villaggio che si trova a circa 8 km a sud di Nordkapp. Effettuiamo le operazioni di check-in, scarichiamo i bagagli e infine decidiamo di andare a gironzolare in moto nel vicino paesetto situato sul fiordo, il paesetto è fondamentalmente sviluppato attorno al fiordo e da un piccolo porticciolo occupato prevalentemente da barche di pescatori dediti alla pesca del granchio. In questo paesino inaspettatamente troviamo una piccola locanda ancora aperta e ne approfittiamo per assaggiare un piatto di renna e un trancio di salmone. Ritorniamo poi nella hitta sotto la pioggia e consumiamo la nostra spesa fatta il giorno prima. A questo punto sono circa le 00:30 e decidiamo di settare la sveglia alle ore 02, questo per poterci recare circa alle 02:30 sotto al globo per poter fare la foto con le moto. Alle 02:15 ci rimettiamo in moto sotto una leggera pioggerellina e ci dirigiamo al globo, incontriamo svariati gruppi di motociclisti che anche loro si dirigono al globo per la foto. Scattate anche noi le nostre foto di rito ritorniamo a dormire nella nostra hitta circa alle ore 04.
Consideriamo conclusa a quest’ora la giornata odierna. Km tot 270.
Giorno 15 – Tappa Nordkapp (N) – Alta (N)
27/06/2026
Oggi tappa tranquilla senza nessun particolare impegno o scadenza, l’unico vincolo che abbiamo è che questa notte dobbiamo dormire al camping ad Alta, decidiamo quindi, visto che dobbiamo liberare la hitta entro le ore 11, di alzarci alle ore 10. La giornata è piuttosto uggiosa e quindi ripartiamo già in tenuta da acqua, carichiamo i nostri mezzi e alle 11 puntuali siamo sulla via di ritorno con destinazione Alta. La mattinata di oggi mette a dura prova i nostri mezzi, non tanto per la difficoltà delle strade da percorrere in quanto sono le stesse di ieri, ma quanto perchè oggi a parte la pioggia c’è anche un fortissimo vento che il più delle volte ci spinge all’indietro mentre in alcuni tratti ci rende estremamente difficile il rimanere in piedi. Questo vento ci accompagnerà per tutta la giornata.
Ormai conosciamo le posizioni delle stazioni di servizio lungo questa tratta, quindi facciamo sosta obbligata per il rifornimento ad Honnisvag e poi sull’unico distributore che troveremo a metà strada che troveremo a metà strada verso Alta; qui decidiamo anche di fermarci per pranzare con uno spettacolare hot-dog accompagnato con salse tipiche. Riprendiamo il viaggio dopo pranzo e facciamo sosta in un grande negozio di souvenir dove troviamo 3 comitive d pullman provenienti da Torino che ci riconoscono e si congratulano con noi per la nostra impresa; queste persone ci hanno seguito sulle nostre pagine social fin dal primo giorno e quindi hanno colto l’occasione per farci qualche domanda in più sul nostro viaggio. Ripartiamo dopo questa sosta e a circa 30km dal campeggio Niccolò inizia ad avere qualche problema con la sua Vespa; segnala dapprima una leggera grippata che riesce a contenere tirando prontamente la frizione e poi altre 7 grippate più o me no in sequenza; decidiamo di non fermarci e in ogni caso di non spegnere il motore per non rischiare che le temperature all’interno del cilindro aumentino a motore spento, arriviamo quindi lentamente al nostro campeggio dove appena mollato l’acceleratore la 50L muore definitivamente. Dopo svariati tentativi senza successo capiamo che la Vespa non ha più alcuna intenzione di riavviarsi ma comunque ormai il viaggio è completato, ci rimane solo da capire come percorrere domani gli ultimi 10km dal campeggio al punto di consegna delle Vespe per il ritorno.
Fortunatamente essendo Alta una città dotata di un piccolo aeroporto, è presente anche un noleggio furgoni, impegniamo quindi la serata per contattare il noleggio prenotando il furgone per il giorno successivo. Questa sera decidiamo di concederci un ultimo pasto di prodotti tipici e fortunatamente scopriamo che difronte al campeggio c’è uno dei migliori ristoranti tipici di Alta. Qui consumiamo due piatti di renna cucinata in due modi diversi.
Concludiamo la giornata alle ore 23, Km tot 240.
Giorno 16 – Rientro a Casa
Questa mattina fortunatamente il meteo è dalla nostra parte, ad Alta splende il sole, ci alziamo alle 7:30 e alle ore 8, utilizzando un cuscino preso dal cottage del campeggio, saliamo entrambi sulla Farobasso e andiamo a ritirare il furgone al noleggio; arrivati al noleggio scopriamo che in realtà è completamente tutto automatizzato, in pratica ci troviamo di fronte ad una specie di cassaforte intelligente che, letto il nostro QR code presente sulla prenotazione, ci consegna le chiavi del furgone e ci indica a grandi linee la zona dove lo troveremo parcheggiato. A questo punto ritirato il furgone decidiamo di portare direttamente la Farobasso al deposito mettendo Niccolò alla guida dato che comunque il deposito si trova circa a 2km dal noleggio. Consegnata la Farobasso al deposito ritorniamo col furgone a riprendere la 50L che era rimasta in campeggio; ritorniamo in fine al deposito e ci occupiamo di aiutare gli addetti al posizionamento delle moto sui bancali.
Effettuata anche questa operazione salutiamo i nostri mezzi e decidiamo di fare un piccolo tour nei dintorni di Alta, decidiamo anche di pranzare presso un locale.
Dopo pranzo ritorniamo a riconsegnare il furgone all’auto noleggio e infine ci rechiamo in aeroporto per prendere il volo che ci porterà ad Oslo. Successivamente prenderemo un altro volo che ci porterà alle ore 22:30 a Copenhaghen. Domani mattina abbiamo in programma una breve gita alla città di Copenhaghen e alle ore 16:30 prenderemo il volo che ci riporterà alle 18 a Venezia.
